IL SILENZIO DEL FRAGORE

di Stefano Campa

         É il 27 novembre 2001, una giornata insolitamente mite nonostante il periodo invernale, l’orologio segna le 9.27, i bambini sono già a scuola, gli adulti corrono a lavorare e tanti altri sbrigano le faccende di casa: alla posta a pagare le bollette, in giro a fare la spesa o a prendere un caffè al bar.

         Siamo a Roma, via Ventotene, nello storico quartiere del Tufello, in una piccola traversa della conosciutissima via di Val Melaina; l’omonimo mercato rionale presente in piazza oggi è chiuso, i commercianti stanno scioperando perché il Comune di Roma pretende di spostare il mercato senza però fornire le giuste garanzie lavorative ai titolari dei banchi.

         E sarà proprio questo sciopero che, inconsapevolmente, eviterà una vera e propria tragedia: una fuga di gas nel sottosuolo satura i condotti fognari, i locali cantine ed ogni intercapedine vuota degli edifici di via Ventotene, all’altezza del numero 32.

         Il gas, questo maledetto assassino invisibile, si insinua in ogni fessura e tende l’agguato perfetto alle sue vittime. Arriva anche il camion rosso dei Vigili del Fuoco: sulla fiancata c’è scritto “6A”.

         La squadra salta giù, si prepara, prende con sé le attrezzature e scende nei seminterrati alla ricerca della perdita di gas mentre, contemporaneamente, fa evacuare gli edifici circostanti; la fuga di gas a quel punto è ormai percettibile, a naso, anche a centinaia di metri di distanza, e molti residenti si allontanano impauriti, alcune persone incuriosite si fermano a guardare, mentre altre, invece, ignare di quanto sta per accadere di lì a poco, continuano a transitare nel luogo inconsapevoli del pericolo.

         Ore 9.27, l’esplosione, il fragore, le macerie, e… le fiamme!

         Due isolati completamente distrutti, gli edifici parzialmente crollati, numerose autovetture sbalzate a decine di metri di distanza e terminate fin sui balconi degli edifici… poi… le urla, la paura, la morte!

         Il 27 novembre 2001 si chiuderà con la tragica conta di 8 vittime in totale: i quattro componenti della squadra 6A dei Vigili del Fuoco del Distaccamento Nomentano e quattro persone che in quel momento vivevano la loro vita transitando in via Ventotene.

         Danilo Di Veglia, Sirio Corona, Fabio Di Lorenzo, Alessandro Manuelli, Maria Grosso, Fabiana Perrone, Elena Proietti e Michela Camillo, non sono solo nomi, sono storie, persone, vite, famiglie, progetti e desideri che nel silenzio del fragore di quel giorno sono andati distrutti.

         Ma va anche ricordato che se questi quattro Vigili del Fuoco non fossero stati così rapidi, professionali e ligi al loro dovere, se l’edificio non fosse stato evacuato in tempo, la conta delle vittime sarebbe stata decisamente più grave, così che oggi possiamo parlare “solo” di otto vittime…

          Chissà che cosa pensano di questa storia ad Alessandria, chissà se pensano che anche in questo caso i Vigili del Fuoco siano stati “imprudenti” nel compiere il loro rischioso lavoro … volto al sacrificio di sé per salvare le vite altrui.

         Quest’anno vogliamo ricordare questo triste avvenimento chiedendo proprio a uno di loro… che cosa pensano, che cosa provano, che cosa ricordano; anche se sono passati quasi vent’anni, non è facile per chi è del mestiere far tornare alla memoria e raccontare avvenimenti così gravi nei quali dei colleghi e degli amici non sono più tornati a casa, ma Claudio, dall’alto della sua decennale esperienza, ci ha comunque voluto lasciare il suo pensiero.

«…La radio continuava a chiamare quella squadra… senza risposta…  ̶  6A da 73…, 6A?  ̶ …ma nessuno di chi ascoltava distrattamente la radio da altre partenze o dai distaccamenti faceva caso più di tanto a questo… perchè capita che si è tutti impegnati a lavorare e l’autista, spesso, va a dare una mano… La notizia si è sparsa tra tutti noi solo dopo che anche altre squadre sono arrivate sul posto…  ̶  73… qui è esploso tutto…  ̶

Lì subentra il panico di chi ascolta …e non può fare nulla…

Colleghi, Amici, Fratelli… questo siamo… Ci conosciamo tutti, chi più chi meno… ci troviamo spesso ad operare ed intervenire insieme… senza sapere mai cosa può succedere… Lo sai benissimo che potresti non rientrare… che puoi incontrare il tuo… “giorno nero”… ma non ci pensi… continui a fare quello che sai fare… che ami fare…. con tanti altri che lo fanno come te… insieme a te…

Quel Giorno…. Quel Turno…. mentre loro stavano provando a salvare il salvabile, donando tutto di loro stessi… il cuore di tutti noi ha perso battiti… Quella Squadra è entrata nei cuori di tutti, nei pensieri… nei ricordi…

DANILO… FABIO… ALESSANDRO… SIRIO…

Grandi Uomini… Bravi Ragazzi… Grandi Colleghi… non abbiamo più rivisto i loro sorrisi… i loro volti…, non c’è stato neanche il tempo di salutarci… ma eravamo tutti lì nel giorno dei funerali… persi in tanti pensieri… senza riuscire a trattenere le lacrime quando le sirene hanno salutato per l’ultima volta i nostri ANGELI…

Non siamo padroni del tempo… siamo solo padroni nel cercare di rendere quel tempo speciale… Perchè chi vive nei nostri Cuori… nei nostri pensieri… non morirà mai!

…6A IS Here!

UBI DOLOR IBI VIGILES …»

C.S.E. Santucci Claudio

1 thought on “IL SILENZIO DEL FRAGORE”

  1. Non è più tollerabile che coloro che, quando serve, chiamiamo eroi, che salvano vite ogni giorno e che sono al servizio della collettività, debbano operare senza garanzie e privi tutele. I Vigili del Fuoco non hanno infatti un’assicurazione per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, che devono assurdamente affrontare a proprio spese. Capisco il collegamento con Alessandria visto il vergognoso parere del Giudice che non ha riconosciuto nessun risarcimento alle famiglie delle vittime.

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