IL PRIMO MESSAGGIO

(Di Stefano Campa)


 
3 dicembre 1992, forse una data priva di significato per moltissime persone, ma, in quel giorno di 28 anni fa, fu inviato per la prima volta un SMS!
Short Message Service, questo il significato dell’acronimo, che in italiano si traduce con Servizio Messaggi Brevi, è stata una vera e propria innovazione nel mondo digitale, e oggi, è un mezzo di comunicazione talmente consolidato da essere quasi considerato banale e scontato. Ma nei primi anni ’90, comunicare a distanza tramite SMS fu una vera e propria rivoluzione del linguaggio.
 
Nell’era dell’avvento degli SMS, quando la connessione internet non era accessibile a tutti, e soprattutto non era ancora mobile, diventava fondamentale anche tener conto della quantità di caratteri che venivano usati per comporre le parole, perché il massimo consentito, allora, era di “sole” 160 battute.
 
Come conseguenza di questa prima limitazione, si impose subito la necessità per gli utenti, soprattutto tra i più giovani, di trovare un metodo che potesse rendere la comunicazione più efficace, immediata e soprattutto più “sintetica”: così si generarono le abbreviazioni delle parole più comuni, che finirono per comprimere i testi eccessivamente “lunghi” nel “poco” spazio consentito: nacquero nella lingua scritta nuovi acronimi, nuovi simboli, per esprimersi, grazie ad un nuovo uso di lettere e punteggiatura che sono divenuti oggi giorno standard di uso comune, si pensi ad es. a Lol («Laughing Out Loud», “ridere a crepapelle”) e Omg («Oh My God», o mio Dio), considerati, a tutti gli effetti, gli antenati delle emoticon!
 
Con l’avanzata dell’era digitale dove la tecnologia, compiendo passi da gigante, e una volta considerata fantascientifica, è arrivata alla portata di tutti, i messaggi di testo si sono evoluti, viaggiando sulla rete internet anche in forma mobile e fornendo, mediante numerose piattaforme alternative, la possibilità di inviare non solo testi, ma anche immagini, audio e persino video, senza più limitazione alcuna.
 
E proprio questa tecnologia, nata da un uso prevalentemente ludico, è diventa non solo utile ma anche indispensabile durante tutte le attività di Protezione Civile: i messaggi multimediali offrono, infatti, la possibilità di dialogare con singoli, o più gruppi di persone contemporaneamente, fornendo le informazioni attinenti gli interventi o le condizioni generali di una particolare situazione, in tempo reale, fornendo mediante la condivisione di immagini più precise e dettagliate, la visualizzazione dell’oggetto della discussione o della tipologia di intervento cui far fronte, in modo che, anche chi non fosse presente sul luogo possa avere una percezione immediata della situazione dell’eventuale emergenza in modo da riuscire ad essere più efficaci.
 
28 anni non sono molti, ma di strada, da quel primo «Merry Christmas» i messaggi, ne hanno davvero fatta tanta!

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