13 ottobre: il mondo si unisce contro i rischi di disastri ambientali

di Enrico Maria Ferrari

Più di 1,3 milioni di morti, coinvolte 4,4 miliardi di persone, danni per miliardi di euro in tutto il mondo. È il drammatico bilancio delle conseguenze, negli ultimi 20 anni, di disastri e catastrofi ambientali ed è anche il punto di partenza per le celebrazioni del 13 ottobre, Giornata Mondiale per la Lotta e la Prevenzione dei Disastri.

È stata l’ONU, nel 2009, a dedicare ogni 13 ottobre alle tematiche legate ai disastri ambientali e alla loro prevenzione: in questa giornata si celebrano le modalità grazie alle quali le persone e le comunità stanno riducendo la loro esposizione ai disastri naturali, diffondendo consapevolezza sull’importanza di contenere tali rischi. 

Le tematiche dei disastri ambientali, con cifre sicuramente destinate a crescere, devono far riflettere i governi, per poter attivare politiche e pratiche per ridurre i rischi legati a questi fenomeni, ma le responsabilità devono essere condivise anche a livello personale, rendendo tutti consapevoli che anche con piccoli gesti è possibile ridurre i fattori di pericolo in caso di calamità naturali.

La Natura non è un elemento isolato rispetto alle attività umane: fin dagli inizi della storia dell’uomo l’Ambiente è stato modificato ed adattato alle diverse esigenze umane, ma è purtroppo solo negli ultimi decenni che si è capita l’importanza dell’impatto dell’uomo come catalizzatore dei diversi eventi e disastri naturali.

Globalizzazione delle attività industriali, deforestazione, effetto serra, riscaldamento, urbanizzazione ed antropizzazione (l’insieme degli interventi di trasformazione e alterazione che l’uomo compie sul territorio allo scopo di adattarlo ai propri interessi e alle proprie esigenze) sono tutti termini entrati nella coscienza collettiva come fattori che aumentano il rischio di disastri ambientali. È necessario essere consapevoli che questi eventi sono tutti concatenati tra di loro: un esempio classico è quello dell’aumento del riscaldamento globale che viene combattuto con un maggiore uso di aria condizionata, che, a sua volta, genera maggiori consumi ed attività industriali, aggiungendo danno a danno.

Gli eventi naturali colpiscono più duramente soprattutto le popolazioni più povere, lì dove la prevenzione è minore e la mancanza di infrastrutture adeguate aumenta i rischi. Secondo il NatcatService, un database globale sulle vittime dei cataclismi naturali, il 62% delle vittime di catastrofi naturali tra il 1980 e il 2014 avevano un reddito inferiore ai 3 dollari al giorno, soglia minima sotto la quale rientrano le fasce più povere della popolazione.

La Giornata Mondiale per la Lotta e la Prevenzione dei Disastri è un’occasione per fare bilanci ma anche per progettare iniziative che possano ridurre i rischi; con il Sendai Framework, un protocollo d’intesa internazionale sottoscritto nel 2015, la comunità internazionale risponde all’esigenza di definire una strategia comune, condivisa a livello globale e finalizzata a fronteggiare le numerose catastrofi caratterizzate, negli ultimi decenni, da crescenti livelli di intensità e di frequenza. Fra gli obiettivi del protocollo c’è la riduzione della mortalità, entro il 2030, nei paesi colpiti da disastri naturali.

La Protezione Civile sfrutta l’occasione di questa Giornata per diffondere la cultura della prevenzione e sensibilizzare i cittadini: lo scorso anno volontarie e volontari hanno allestito punti informativi nelle piazze italiane per informare e distribuire materiale su come prepararsi al meglio ai rischi sismici, di alluvione o maremoto.

Quest’anno, a causa della pandemia, le attività saranno ridotte, ma resta comunque il valore della Giornata con i suoi obiettivi fondamentali di informazione e divulgazione, per preparare i cittadini alle corrette azioni da seguire in caso di eventi calamitosi.

La Protezione Civile rimane l’elemento fondamentale che, grazie alla preparazione del suo personale e dei volontari, interviene in maniera mirata in caso di disastri naturali.

Questa Giornata è, quindi, dedicata anche a tutte quelle persone e a tutti quei volontari che, facendone parte, mettono il loro tempo, il loro impegno, e la loro competenza, al servizio dell’intera comunità.

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